Incontro sul Monte Mesma

Come al solito, nel raccontare esperienze sorprendenti e straordinarie, come i tre giorni trascorsi al convento sul monte Mesma, non si sa mai come partire.

Io vorrei partire dalla fine, dalla foto di gruppo di quei compagni di viaggio che hanno condiviso la vita di comunità e il corso di approfondimento biblico sui libri della Sapienza.

Riguardo i loro volti normali, banali, buffi, coloriti, smunti, pensierosi, sereni, ognuno con una luce speciale: un sorriso genuino; occhi limpidi che, col passare delle ore, si aprivano come finestre e offrivano stralci di vite vissute, di sofferenze, di dubbi, di ricerche incompiute; mani sempre disponibili in premurosi gesti, normali e discreti; cuori straripanti, pronti ad offrire fiducia. Tutto questo mi ha permesso di vincere l’iniziale dubbio di essere capitata nel posto sbagliato e quella sgradevole sensazione di essere l’ultima arrivata, perché il dono che ognuno ha fatto di sé, della propria normalità, ci ha fatti sentire speciali e accolti. Si può dire che abbiamo rivissuto, durante il soggiorno, quello stesso  gesto di accoglienza che ognuno dei presenti ha ricevuto al momento dell’arrivo al convento dai Fratelli della comunità , che ci hanno  fatto sentire importanti, chiunque noi fossimo, che ci hanno regalato il loro tempo, ci hanno fatto posto nel coro per le preghiere quotidiane ( e non importava se non eravamo pratici col breviario), che non dicevano mai di no .

Incredibile scorgere in questi gesti semplici la forza disarmante di Francesco e il volto misericordioso e tenero di Dio.

- Sara -


frati minori del Mesma
convento san Francesco
Monte Mesma
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