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Francesco e Chiara

il mondo di Francesco e Chiara

santità

carità

I frati francescani minori della provincia piemontese di San Bonaventura vi danno il loro più cordiale benvenuto! 

Questo sito vuole essere una porta d'accesso - fra le molte esistenti - al mondo francescano,  un piccolo angolo ritagliato nello sconfinato mare della World Wide Web che vi presenta alcune informazioni sulla propria vita, le attività, la sua presenza sul territorio,...

Con le sue ombre e, ancor più con le sue luci di operosa speranza, il mondo di Francesco e Chiara è quello Medievale. Il periodo della lotta per le investiture è tramontato, l’egemonia politico-imperiale, che predominava, lascia il posto alla supremazia del papato. Massimo rappresentante di questo nuovo periodo è Papa Innocenzo III, espressione più alta della regalità papale; idea dominante è il potere assoluto di Pietro su ogni cosa spirituale e temporale. Innocenzo III è colui che "domina il mondo e lascia in eredità ai successori la direzione di tutte le grandi questioni dell’occidente". Conscio "della dignità che sostiene derivargli direttamente da Dio", sente e vive profondamente "la responsabilità che gli deriva da questa visione delle cose". E’ il Pontefice che lotta per la libertà della Chiesa, e vince, ma è consapevole della necessità e dell’urgenza di riformare la Chiesa, riportarla al fervore primitivo.
Prima ancora di raggiungere compiuta espressione nel pensiero, nell’arte e nella poesia con la Scolastica, il Gotico e la Divina Commedia, le idee medievali di unità e universalità, erano già minate nella loro compattezza operativa.
La società dei secoli XII-XIII vede le lotte, spesso armate, tra Guelfi, sostenitori del Papato, e Ghibellini, sostenitori dell’Impero. L’ordinamento medievale deve convivere e lottare con la nascente forza Comunale, che acquista sempre maggiori posizioni di forza. Il mondo occidentale con le sue Crociate, le sue guerre tra i Signori Feudali, viene pure scosso e destabilizzato dai gruppi pauperistici o a volte eretici, come i Catari e i Valdesi.
La nascente forza Comunale sfugge sempre più alla tutela Feudale, all’influsso delle grandi Abbazie, alla cultura dominante ma lontana dalla gente. Le classiche distinzioni medievali della società: "Oratores" - coloro che pregano, "Bellatores" - coloro che lavorano; tra "Maiores" - nobiltà e "Minores" - popolo, sono insidiate dalla borghesia nascente, dall’economia artigianale, commerciale, monetaria, che porta i dispersi coloni ad insediarsi nelle città e nei villaggi. Ad un mondo "sedentario" di nobili e contadini, si affianca un mondo di "viaggiatori", mercanti. Col nascere delle lingue cosiddette Volgari la cultura, sino allora appannaggio quasi esclusivo del clero colto, esce dai monasteri e dalle cattedrali e diviene sempre più cultura "laica". Con l’esaltazione della forza, del coraggio e delle fedeltà per gli uomini, e dell’onestà, riservatezza e bellezza per le donne, i nobili prima, i borghesi emergenti poi, daranno compiuta espressione alla cultura "cortese-cavalleresca".

 

Il mondo di Chiara e Francesco

Numerosissimi sono stati gli uomini che entrando nell’Ordine dei Frati Minori, con la loro vita cristiana esemplare hanno testimoniato nei secoli in Piemonte i valori del Francescanesimo. Tra essi ne citiamo i più conosciuti...

 

La Santità

La mensa del povero è una caratteristica del carisma francescano che si esprime nella distribuzione gratuita di alimenti - in alcuni conventi in forma di tavola calda, in altri in forma di tavola fredda - provenienti sia fisicamente dalla carità dei fedeli, sia dalle piccole, ma numerose offerte dei devoti di S. Antonio da Padova che al loro Santo offrono il tradizionale pane

Mensa del Povero del convento di S. Antonio in Torino esiste fin dalla sua fondazione (1890); è stato di vitale importanza per molti soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale e oggi è ancora in Torino un punto di riferimento per molte persone disagiate e per molti immigrati che in questo luogo oltre ad un pasto completo trovano da parte dei frati e di molti volontari una presenza accogliente e disponibile all'ascolto. Alla Domenica poi vi è un gruppo di volontari il Gruppo della Domenica che condivide con questi ospiti alcune ore del loro tempo libero per giochi, divertimenti e scambi fraterni. La mensa ospita giornalmente circa 100 persone ed è aperta da ottobre a giugno. Gli stessi volontari poi durante l'estate, con alcuni frati, offrono a questi fratelli e sorelle bisognosi l'opportunità di trascorrere una settimana di vacanza in montagna grazie alla disponibilità di una casa offerta, per l'occasione, da una famiglia.

Mensa del Povero alla porta di ogni convento, si tratta della distribuzione gratuita e fraterna di "sacchetti viveri" del cosiddetto pane di S. Antonio, che consiste generalmente un due o più panini col companatico e un frutto.

 

La Carità

 

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- Sito ufficiale della provincia piemontese dei frati minori -