stemma francescano

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San Giuseppe Maria Gambaro da Galliate

nacque in Galliate (NO) il 7 agosto 1869. Dopo una pia fanciullezza, il 23 ottobre 1883 entrava nel convento di Monte Mesma come aspirante frate; ivi fece il noviziato e compiuti lodevolmente gli studi ecclesiastici fu ordinato sacerdote a Novara il 12 marzo 1892 e subito venne nominato rettore del Collegio Serafico di Cerano e poi di Ornavasso; carica che mantenne fino alla partenza per la Cina che ebbe luogo, dopo numerosi dinieghi, nel dicembre 1895. Dopo solo quattro anni di attività missionaria, il 7 luglio 1900 veniva crudelmente trucidato in odio alla fede cristiana in compagnia del suo Vescovo, Mons. Antonino Fantosati. Venne solennemente beatificato da Pio XII il 24 novembre 1946, insieme ad altri 27 martiri cinesi.

 

Beato Guglielmo Rubone da Cortemilia

  forse fu ricevuto nell’Ordine dallo stesso Francesco di Assisi quando venne in Piemonte e fondò qua e là alcuni conventi fra i quali uno a Cortemilia. Fra Guglielmo fu carissimo al Santo assisiate soprattutto per il suo zelo e lo spirito di mortificazione. Morì a Bologna il 27 luglio, o secondo altri il 16 giugno, del 1233.

 

Beato Filippo Longo da Torino

  si presentò a S. Francesco e fu il suo settimo compagno. Un angelo gli purgò le labbra con un carbone ardente e, quantunque analfabeta, ebbe dal Signore il dono di penetrare i sensi profondi della Sacra Scrittura. Fu il primo confessore delle Povere Dame di S. Chiara e in seguito si recò in Francia a predicare. Morì a Perugia il 14 marzo 1246.

 

Beato Gandolfo Sacchi

  nacque a Binasco e morì il 3 aprile del 1260 a Polizzi in Sicilia. Alcuni ritengono che ricevette l’abito dallo stesso S. Francesco a Milano e che sia vissuto sessant’anni. Tutti lo celebrano uomo di grandissima santità e zelantissimo predicatore. Clemente VIII concesse indulgenze a chi visitava la chiesa del Beato e prima del Concilio di Trento si recitava anche un Ufficio particolare in suo onore.

 

Beato Bonifacio da Rivarolo Canavese

, conte di S. Martino (o S. Maurizio?) e signore di Rivarolo, accolse nel suo castello S. Francesco, a cui donò casa e un vasto terreno per i frati, e il santo lo accolse nell’Ordine che onorò con lo splendore delle virtù. Fu una volta Ministro Provinciale in Sicilia e tre della Provincia di Genova. Morì in questa città il 10 giugno del 1290, famoso per numerosi miracoli anche dopo la sua morte. Le sue reliquie sono venerate ad Albano.

 

Beato Guido Spada

 nacque a S. Germano Vercellese. Dotato di buon ingegno e di un carattere affabile entrò nell’Ordine, in cui rifulse la sua umiltà, penitenza e saggezza nei consigli. Amava predicare specialmente la Passione di Gesù Cristo che lo arricchì di numerosi doni straordinari. Morì il 23 ottobre del 1340 a Bologna. Le sue reliquie venerate nella cappella Lambertini furono traslate all’altare del Sacro Cordone.

 

Beato Alessandro d’Alessandria,

 laico, fu grande contemplativo e penitente, abitando molti anni una cella angusta e non cibandosi che di erbe e foglie. Per desiderio del martirio si recò in Africa a predicare la fede ai Musulmani, dai quali fu crudelmente percosso insieme ad un confratello. Di là si recò nella Spagna, poi in Italia e finalmente in Terra santa ove predicò con fervore al Sultano del Cairo. Flagellato fu richiuso in una torre, dalla cui cima continuò a predicare; allora fu gettato nel fuoco dal quale uscì due volte illeso. Ricacciatolo la terza volta ivi vi morì. Visse nel sec. XIV.

 

Beato Enrico Alfieri

  nacque ad Asti dai signori di Magliano. Entrato nell’Ordine, si mostrò subito ricco di virtù. Nel Capitolo celebrato a Firenze nel 1387 fu eletto prima Vicario Generale, poi all’unanimità Ministro di tutto l’Ordine, che per diciassette anni governò paternamente senza diminuire nella penitenza e nella preghiera, coronate da miracoli. Sotto di lui si tennero sei Capitoli generali; morì a Ravenna nel 1401.

 

Beato Francesco da Novara,

 giurista di professione, poi dotto e santo, predicò con zelo apostolico e pubblicò una Summa de casibus conscientiae a quei tempi molto stimata. Ignoto è il luogo della sua morte e incerta la data, che alcuni affermano sia il 23 o 30 aprile 1476 0 1460.

 

Beato Tommaso Caccia da Novara

 ancor giovane lasciò gli agi della sua nobile famiglia, e ricevuto l’abito francescano da S. Bernardino da Siena nel convento di S. Nazzaro di Novara divenne suo discepolo e si sforzò di imitarne gli esempi, particolarmente di umiltà, zelo per la salvezza delle anime, povertà assoluta, orazione continua e penitenze rigorose. Morì il 7 agosto 1478 nel convento di S. Nazzaro fuori di Novara, insieme al confratello il Beato Matteo Noli, sepolti tutti e due nella cappella di S. Francesco.

 

Beato Pacifico Ramati da Cerano

  trascorse il noviziato a Novara, studiò diritto canonico e teologia alla Sorbona e divenne uno dei più famosi predicatori d’Italia. Sisto IV nel 1481 lo mandò in Sardegna a promuovere la Crociata contro i Turchi e il capitolo generale di Ferrara ve lo nominò Commissario. Morì a 58 anni il 4 giugno 1482 a Sassari; il suo corpo venne traslato a Cerano e Benedetto XIV il 12 maggio 1746 ne approvò il culto.

 

Beato Angelo Carletti da Chivasso

, nobile, laureato in teologia e diritto, senatore, caro ai papi e ai principi, predicatore eloquente, emerse soprattutto nella santità. Fu Ministro Provinciale della Provincia di Genova, quattro volte Vicario Generale dei Cismontani, confessore di Carlo I duca di Savoia, nunzio e commissario apostolico. Chiuse la sua vita laboriosa nel convento di Cuneo l’11 aprile 1495. Ci ha lasciato la Summa Angelica, che è un compendio di morale e di diritto canonico e civile.

 

Beato Innocenzo da Torino

, celebre per santità e dottrina, santificò il patrio convento di S. Maria degli Angeli e dopo di aver predicato con gran frutto, morì a Campobasso il 5 febbraio 1551.

 

Beato Baldassarre da Castelnuovo

  nacque a Castelnuovo Scrivia nel 1460, raggiunse i più alti gradi della vita religiosa, coronata da numerosi miracoli in vita e dopo morte. Si acquistò fama del più zelante oratore di quel tempo e predicando l’Avvento nel convento di Benevagienna, fu pregato di prolungare la sua dimora per il bene di quelle popolazioni. Fu anche confessore della Beata Paola Gambara, l’assistette nella sua ultima malattia e ne recitò l’orazione funebre. Morì ottuagenario, il 25 aprile 1525, secondo altri nel 1528, a Mondovì dove riposa nella cattedrale.

 

Beato Giorgio Baldassare Oppezzi da Vigone  

nacque a Vigone da nobile famiglia nel 1503, a sedici anni vestì l’abito francescano nel convento di S. Maria degli Angeli in Torino. Si distinse nella pratica delle più belle virtù cristiane e per un amore filiale alla Vergine; trasferito al convento di A. Maria della Consolazione a San Remo, ivi morì all’età di 22 anni nel 1525. Innumerevoli prodigi illustrarono la sua tomba ed è in grande venerazione presso i suoi concittadini.

 

Venerabile Benigno Dalmazzo da Cuneo

 nacque a Cuneo il 23 aprile 1663 e nella stessa città nel convento di S. Maria degli Angeli morì il 19 settembre 1744. Vestì l’abito religioso a 26 anni nel Convento della Madonna degli Angeli in Torino, professando ad Ivrea nel 1691. Ordinato sacerdote , insegnò filosofia e teologia e fu esempio di vita ascetica e spirituale. Desideroso di crescere nella virtù, ottenne di recarsi nel ritiro di S. Bonaventura in Roma, ed ivi per due anni ebbe per compagno S. Leonardo da Porto Maurizio, del quale godette l’amicizia e la stima. Ammalatosi, venne trasferito a Cuneo ove rimase fino alla morte.

 

Venerabile Ugolino Olivieri da Sommariva

 nacque a Sommariva Bosco (CN) nel 1725, si fece religioso a 24 anni e fu destinato al ritiro di S. Maria degli Angeli in Busca, dove rimase fino alla morte, avvenuta dopo lunga malattia, santamente sopportata, nell’anno 1772. L’Eucarestia e la Vergine polarizzarono la sua anima e il lavoro assiduo e le penitenze assorbirono le forze del suo fisico. Le sue spoglie mortali si conservano nella chiesa parrocchiale di Busca.

 

Servo di Dio Paolo Emilio Reynaud da Carignano

 nacque nel 1830 a Carignano (TO), compì il noviziato a 16 anni nel convento di Belmonte. Desideroso di essere missionario, partì missionario ancora Diacono nel 1852, raggiunse la Bolivia. Ivi esplicò il suo apostolato in diversi luoghi, ma soprattutto tra i Kimeni, dai quali venne ucciso il 4 giugno 1862 all’età di 32 anni.

 

Servo di Dio Leopoldo Musso da Terruggia

 nacque a Terruggia Monferrato il 30 gennaio 1850 in una famiglia di contadini di ottimi costumi e vita cristiana. Dopo la morte della madre l’11 maggio 1900 poté finalmente coronare il suo sogno di divenire frate e fu accolto nel convento di S. Antonio in Torino. Fu destinato subito come cuoco al convento di S. Tommaso ove rimarrà fino alla morte avvenuta il 27 gennaio 1922. Devotissimo del Crocefisso e della Vergine seppe attirare a sé un’infinità di persone, di ogni ceto: semplici cristiani, professori, sacerdoti, autorità andavano da lui per consigli, per dubbi, per bisogni di preghiere. Per tutti aveva la parola adatta, sicura e profetica. Venne sepolto nel sepolcreto dei Frati Minori nel Cimitero Generale di Torino, e il 27 aprile 1948 fu traslato nella Cappella di Nostra Signora del sacro Cuore di S. Tommaso.

 

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