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Ecco,
nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
angariate tutti i vostri operai.
Ecco,
voi digiunate fra litigi e alterchi
e colpendo con pugni iniqui.
Non
digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
E`
forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l'uomo si mortifica?
Piegare
come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
Non
è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
Non
consiste forse nel dividere il pane con l'affamato,
nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?
Allora
la tua luce sorgerà come l'aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti
a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore
ti seguirà.
Allora
lo invocherai e il Signore
ti risponderà;
implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!».
Se
toglierai di mezzo a te l'oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se offrirai il pane all'affamato,
se sazierai chi è digiuno,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio.
Ti
guiderà sempre il Signore,
ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa;
sarai come un giardino irrigato
e come una sorgente
le cui acque non inaridiscono. |
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