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1
settembre XXII
del Tempo Ordinario |
In
quel tempo, Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli
che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte
degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire
ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse
in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne
scampi, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli,
voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi
sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli
uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno
vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce
e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la
perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la
troverà. Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il
mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa
l'uomo potrà dare in cambio della propria anima? Poiché il
Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi
angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
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In
quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello
commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti
ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà,
prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta
sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà
neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà
neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.
In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra
sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete
sopra la terra sarà sciolto anche in cielo. In verità vi dico
ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per
domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la
concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio
nome, io sono in mezzo a loro».
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8
settembre
XXIII
del Tempo Ordinario |
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15
settembre
XXIV
del Tempo Ordinario |
In
quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore,
quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di
me? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti
dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. A proposito, il
regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i
suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che
gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il
denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con
la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse
così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo
supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni
cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli
condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro
servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo,
lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno,
gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con
me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e
lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il
debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati
e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto.
Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo
malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai
pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo
compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il
padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse
restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste
farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al
vostro fratello».
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| In
quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli
è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a
giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per
un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso
le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza
disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna;
quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. Uscì di
nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là
e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli
disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera, il
padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dá
loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti
quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un
denaro. Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero
ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero un denaro per
ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone
dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai
trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata
e il caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse:
Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con
me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare
anche a quest'ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose
quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono
buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».
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22
settembre
XXV
del Tempo Ordinario |
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29
settembre
XXVI
del Tempo Ordinario
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In
quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani
del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi
al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna. Ed egli
rispose: Sì, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli
disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi,
pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà
del padre?». Dicono: «L'ultimo». E Gesù disse loro: «In
verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti
nel regno di Dio. E` venuto a voi Giovanni nella via della
giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute
invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto
queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli».
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