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Riflessioni

 

aprile

 

per rimanere discepoli di Gesù...

Per natura siamo quelli che siamo: grandi peccatori e corrotti, lo sappiamo. Tuttavia ci piace essere così come siamo e, per molti motivi, ci è molto sgradevole cambiare. Non siamo capaci di cambiare noi stessi: anche questo lo sappiamo sin troppo bene, o almeno un po' d'esperienza ce lo insegna. Solamente Dio può cambiarci. Solo Dio può darci i desideri, la passione, i principi, i progetti e i gusti che un cambiamento comporta: anche questo lo sappiamo, perché sto parlando di persone che hanno il senso della religione.

Cos'è quindi quello che manca a noi, che professiamo la religione? Lo ripeto: ci manca la disponibilità ad  essere cambiati. La disponibilità a sopportare (se posso usare questa parola) che Dio onnipotente ci cambi. Non ci piace abbandonare il nostro vecchio io e,  in tutto o in parte, nonostante ci sia offerto gratuitamente, rimanendo attaccati al nostro modo di vedere e di agire.

Ma quando qualcuno si rivolge a Dio per essere salvato, secondo me, l'essenza della vera conversione è consegnare se stessi, senza riserve, senza condizioni.
Questa però è un'affermazione che molte persone che si volgono a Dio non riescono ad accettare. Desiderano essere salvate, ma a modo loro; desiderano arrendersi alle loro condizioni, portar via con sé i propri beni; il vero spirito di fede, al contrario, porta una persona a staccare lo sguardo da se stessa, per volgerlo verso Dio, la porta a non preoccuparsi dei propri desideri, delle proprie abitudini, della propria importanza o dignità, dei propri diritti o opinioni, fino a poter sinceramente dire: "Parla, o Signore, perché il tuo servo ti ascolta" (1 Sam 3,9).
Il profeta Isaia dice: "Eccomi, manda me!" (Is 6,8). E ancora più pertinenti sono le parole di san Paolo quando fu fermato sulla via di Damasco, dalla visione miracolosa: "Signore, che cosa vuoi che io faccia?" (At 22,10).

Questa è la vera voce di chi si consegna totalmente: "Signore, che cosa vuoi che io faccia? Conducimi secondo la tua volontà; comunque sia, piacevole o dolorosa, io la farò".

John Henry Newman
da Parochial and Plain Sermons

 

foglie

"alto e glorioso Dio"

Alto e glorioso Dio
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi fede retta,
speranza certa,
amore perfetto,
umiltà profonda,
senno e conoscenza
perché io faccia
la Tua
santa e autentica volontà!

- san Francesco d'Assisi -

 

 

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