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progetto Bolivia
notiziario dicembre 2000 |
La comunità francescana di Novosibirsk, in Siberia, è composta da due italiani, un polacco e un americano: quattro frati con lingua, cultura, storie personali e nazionalità diverse, ma uniti dal medesimo spirito di Francesco d'Assisi e protesi all'unica meta: l'annuncio del Vangelo.
Uno dei due italiani è Padre Corrado Trabucchi, appartenente alla nostra Provincia francescana del Piemonte. È stato guardiano del convento del Monte Mesma, sopra il lago d'Orta. Da circa tre ani svolge la sua missione di frate e di sacerdote in Russia, dove ultimamente è stato nominato dal Ministro Generale dell'Ordine responsabile delle Fraternità francescane che operano in Russia.
I frati minori sono presenti in Siberia ormai da dieci anni per assistere i cattolici di origine tedesca, ucraina, polacca e lituana, frutto delle deportazioni staliniane. Poiché i giovani, nati e cresciuti in Siberia, non parlano quasi più la lingua della loro patria di origine, oltreché in tedesco si è iniziato a celebrare le funzioni liturgiche anche in russo, aprendo così la porta ai russi. Alcuni sono cristiani ortodossi, altri luterani e altri non battezzati. Si sta formando una comunità cattolica russa e in questo momento, in Siberia sono state registrate una settantina di comunità parrocchiali. Questo pone un grosso problema ecumenico e già il Patriarca ortodosso di Mosca ha manifestato la sua preoccupazione per il proselitismo della Chiesa cattolica nel territorio canonico della "santa Russia".
La presenza francescana tuttavia non ha alcuna mira espansionistica o di proselitismo; vuole essere un segno di fratellanza vivendo in pace con tutti, al servizio dei più poveri e dei più deboli.
Non è facile vivere in questa grande Nazione che per settant'anni ha pensato di essere l'unica, la sola ricca e capace da sola di dominare il mondo. Si esaltava talmente lidea Russia da farla diventare idolatria. Il pensiero e la pratica dellateismo, imposto a tutti i livelli, hanno creato un tipo di uomo dal cuore del quale è stato tolto e distrutto l'amore.
Crollata l'ideologia comunista molti si stanno come svegliando da un lungo letargo e cercano con cuore inquieto la verità per ricreare la propria vita e darle un senso. Davanti a tale situazione sarebbe controproducente e sciocco puntare a fare dei proseliti. La Chiesa, sia quella Ortodossa che la Cattolica devono impegnarsi a portare la luce della fede e la gioia della speranza a chi ha visto sciogliersi nel nulla un'ideologia, divenuta religione, che sembrava dovere conquistare il mondo intero.
A Novosibirsk, nel cuore della fredda Siberia, la Fraternità francescana ha dato inizio alla prima scuola cattolica sorta in Russia: è una sfida che si basa sull'intervento della Divina Provvidenza e sull'aiuto dei cristiani di buona volontà. Anche se l'iniziativa è di matrice cattolica, tuttavia i frati, con vero spirito ecumenico, sperano di poterla gestire insieme ai cristiani ortodossi, convinti che bisogna partire dai più piccoli per formare le future generazioni in grado di costruire una nuova Russia, cristiana e libera di poter esprimere la propria fede.
Per questa fede, secondo dati ufficiali, anche se si cerca di stendere una coltre di silenzio sul passato comunista, dal 1917 al 1990, circa 200.000 persone tra vescovi, sacerdoti e religiosi, sono stati fucilati o uccisi di stenti nei campi di concentramento o di "rieducazione". Sono questi i martiri del nostro tempo che, pur appartenendo a diverse confessioni, fanno la Chiesa una e santa.
Solidarietà missionaria
La Solidarietà cristiana ha il suo fondamento nel comandamento nuovo che Gesù ha lasciato ai suoi seguaci: "Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi". Gli "Atti degli Apostoli" evidenziano in quale misura la prima comunità cristiana di Gerusalemme aveva recepito la parola del Salvatore, quando scrivono: "Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno".
Sappiamo come l'Apostolo Paolo organizzasse collette tra le comunità cristiane per venire incontro alle Chiese che si trovavano in difficoltà. Scrive ai cristiani di Corinto: "Tenete a mente che chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Colui che somministra il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, somministrerà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia. A causa della bella prova di questo servizio essi ringrazieranno Dio per la vostra obbedienza e accettazione del vangelo di Cristo, e per la vostra comunione con loro e con tutti; e pregando per voi manifesteranno il loro affetto a causa della straordinaria grazia di Dio effusa sopra di voi. Grazie a Dio per questo ineffabile dono!".
Questa solidarietà che mette in risalto la comunione fraterna tra i credenti in Cristo, non è mai venuta meno lungo il corso dei secoli ed oggi ancora è più che mai viva e sentita.
È quanto avviene anche qui in Piemonte, tra gli amici dei francescani, a favore dei fratelli missionari che lavorano in Bolivia, in Brasile, in Palestina, in Albania ed ora anche in Siberia, a Novosibirsk.
Con Sincerità dobbiamo dire "grazie a Dio per questo ineffabile dono!", perché possiamo fare fronte alle molteplici necessità, sempre tanto grandi, proprio mediante l'aiuto generoso e costante di tante buone persone che, anche con evidente sacrificio, privano se stesse per dare il loro contributo di cristiana solidarietà alle nostre Missioni.
Sono più che convinto che il mio semplice grazie non è in alcun modo adeguato alla squisitezza della carità operata, ma come Paolo posso dire a tutti i nostri benefattori che la ricompensa verrà da Dio attraverso la preghiera dei bambini della selva boliviana o della fredda Siberia i quali, "pregando per voi manifesteranno il loro affetto a causa della straordinaria grazia di Dio effusa sopra di voi".
Sento però il dovere di dire pubblicamente un grazie veramente grande e commosso in modo particolare alle nostre Sorelle Clarisse che, nella loro povertà, offrono con tanta generosità e gioia il loro contributo, collaborando alla formazione di una borsa di studio per la scuola di Novosibirsk. Così ringrazio il Gruppo torinese delle Missionarie della Regalità che per onorare la memoria di P. Celestino Urbani, hanno offerto un'altra borsa di studio per la scuola di P. Corrado.
Un grazie del tutto particolare lo rivolgo ai bambini delle classi di catechismo della Parrocchia di Carmagnola che, per mezzo della signorina Giuseppina Baravalle, hanno inviato la loro consistente offerta per i bambini boliviani loro coetanei, ma certamente meno fortunati perché vivono in condizioni di grande povertà. È un gesto commovente e prezioso che deve stimolare tutti a rafforzare i sentimenti di carità verso i fratelli più bisognosi.
Speriamo di poter dare inizio ad un dialogo, anche se a distanza, tra i bimbi di Carmagnola e quelli della scuola di Chipiriri, nella salva del Chapare.
A tutti i sostenitori delle nostre Missioni assieme al grazie fraterno, l'augurio di pace e bene!
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