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I nostri Missionari che lavorano nella selva tropicale del Chapare dove, accanto alla chiesa, sorge un ospedale infantile ed una scuola con oltre seicento alunni hanno varato un progetto per venire incontro alla grande povertà della popolazione locale.
Come si sa nella zona tropicale la coltivazione, quasi unica e da tempo immemorabile, è quella della coca, utilizzata per uso rituale e magico-divinatorio, tanto da essere chiamata "hoja sagrada".
Negli anni ottanta compare il "narcotraffico" che utilizza la foglia di coca per produrre cocaina ciò fa alzare il prezzo della coca a cifre favolose, per cui la coltivazione si estende enormemente e richiama molta gente in cerca di migliori condizioni di vita.
Dopo un periodo di tolleranza, il governo, con laiuto internazionale, è intervenuto con un controllo severo del narcotraffico e ha decretato la riduzione obbligatoria della coltivazione della coca, a tutto svantaggio dei campesinos che ormai dipendono dalla coca per il loro benessere economico.
Pensiamo che la coltivazione del riso possa essere ma piccola ma valida alternativa alla coca. Il riso è un prodotto basico per lalimentazione del boliviano. Attualmente si importa in notevole quantità, mentre si potrebbe produrre sul posto. Il campesinos avrebbe cosi un prodotto di sicuro mercato che gli consentirebbe unentrata alternativa alla coca.
Con una coltivazione razionale si eviterebbe il ciclo produttivo antiecologico usato attualmente: taglio della selva, incendio e semina; per ripetere le stessa cosa con un altro pezzo di selva lanno seguente. Con una coltivazione più razionale, alternando riso, mais, manì... si riutilizzerebbe la stessa terra, conservando la selva che potrebbe essere sfruttata piantando alberi di legno pregiato. Nella zona ci sono varie specie, purtroppo in procinto di scomparire per la distruzione della selva.
Il progetto si realizza in tre anni. Nel primo si pensa di ripulire con un trattore pesante tre ettari di terreno dei dieci disponibili, liberandolo da ceppi e radici e quindi coltivare con metodo tradizionale il riso. Dopo il raccolto si semina mais.
Partecipano al progetto professori, alunni e padri di famiglia della scuola della Missione di Chipiriri, con lappoggio di un tecnico.
Nel secondo anno pensiamo di acquistare un trattore per arare e seminare e ripulire altri ettari di terreno. il trattore sarebbe disponibile per il lavoro nei campi dei campesinos dei dintorni, che senza dubbio vorranno migliorare i loro metodi di coltivazione.
Questo progetto è pensato per gli alunni della scuola della Missione perché imparino a coltivare più razionalmente la terra che la famiglia possiede. Ritornando alle comunità di provenienza diventeranno agenti di promozione agricola, come è nei nostri desideri.
Pensiamo, con questo progetto, di arrivare a promuovere in parte le dieci comunità che dipendono da Chipiriri, per un totale di 500 famiglie. Gli alunni frequentano per sei o otto anni la scuola "Fe y Alegria" che dipende dalla Missione. La stessa scuola assicurerà la continuità del progetto, poiché la direzione è affidata ad una Congregazione religiosa che collabora con la parrocchia di Chipiriri.
Dei dieci ettari che sono a disposizione del progetto, cinque saranno destati a coltivazioni agricole e cinque saranno riservati per area forestale, per dimostrare che anche il bosco programmato può essere fonte di reddito. Ci sono infatti delle specie di alberi a crescita rapida che già al quindicesimo anno possono avere valore commerciale.
Tutto ciò che verrà prodotto nel terreno sarà a disposizione della scuola. Una parte destinata alla refezione degli alunni e laltra parte sarà commercializzata per autofinanziare il progetto e arrivare cosi allautosufficienza.
La Missione mette a disposizione i 10 ettari di terreno che ha un valore di l4 mila $USA.
I professori, i padri di famiglia e gli alunni della scuola mettono la mano dopera per la preparazione manuale del terreno, la semina, il mantenimento della coltivazione, la raccolta dei prodotti, con un risparmio di 11 mila $USA.
Chiediamo alla generosità degli amici delle Missioni francescane piemontesi il contributo per lacquisto dei macchinari, dei quali il solo trattore costa 28 mila $USA.
In tre anni abbiamo bisogno di 52 mila $USA e cioè di circa 30 milioni di lire allanno.
Versa le tue offerte alla tua chiesa francescana, o mediante il ccp 185 81 108
Missioni Francescane - Via S. Bernardino, 11
10141 TORINO |